Road Mortality

Il traffico veicolare rappresenta una delle cause di mortalità della fauna selvatica in costante crescita negli ultimi anni, in relazione all'espansione della rete viaria e all'aumento del numero di veicoli circolanti.
Negli Stati Uniti la mortalità della fauna selvatica in seguito a collisioni con gli autoveicoli viene stimata nell'ordine di un milione di vertebrati al giorno, (Laslo, 1987) e i dati disponibili per L'Europa tenderebbero a confermare una situazione allarmante.
In Europa vengono stimati dai 10 ai 100 milioni tra uccelli e mammiferi travolti ogni anno sulle strade. Secondo una nuova procedura di calcolo elaborata in Svezia, per ogni 10.000 km
percorsi da un veicolo si produrrebbe l'uccisione di un uccello. Per un anfibio la probabilità di
restare ucciso su una strada con un flusso di 500 veicoli/ora è del 18% e per un micromammifero del 10%. La mortalità stradale incide sul 1-4% delle popolazioni di specie
comuni, ma può arrivare al 40% nelle specie più sensibili (a cura di Guccione et al., 2008).

In ciascuna provincia italiana si stimano oltre 15.000 animali travolti ogni anno, tuttavia questo numero è puramente indicativo perché il fenomeno non è ancora sottoposto ad un accurato programma di monitoraggio.
Negli ultimi anni in Italia si assiste ad un incremento degli studi sull'impatto delle infrastrutture viarie sulla fauna selvatica ma molto deve essere ancora fatto per arrivare alla definizione di un efficiente programma di monitoraggio e gestione della problematica.
Fino ad oggi sono stati condotti diversi studi a livello locale e/o limitati a specifici gruppi di vertebrati.
Per quanto riguarda l'area di progetto, i dati attualmente disponibili si riferiscono esclusivamente ai danni denunciati o indennizzati da ciascuna provincia secondo le normative vigenti. Il carattere di questi dati è quindi parziale e da considerarsi una generale sottostima del fenomeno poiché non tutti gli incidenti vengono denunciati e soprattutto risultano fondamentalmente limitati alle collisioni in cui sono coinvolti gli ungulati selvatici. Inoltre, anche nel caso dei danni denunciati in ogni provincia, non esiste un database costantemente aggiornato che permetta una precisa quantificazione del fenomeno. In conclusione oggi non è possibile effettuare una stima accurata della mortalità della fauna selvatica in seguito ad incidenti stradali nell'area di progetto.
Nel periodo 2001-2008 nelle Provincie di Siena e Grosseto il numero di sinistri sfiora i 400 incidenti con un aumento costante negli anni. Le specie maggiormente coinvolte sono il capriolo e il cinghiale, seguiti da daino, cervo, tasso istrice e volpe. Inoltre ci sono segnalazioni di incidenti anche con lupo, muflone, gatto selvatico, rapaci notturni e altre specie di uccelli.
Nella Regione Umbria, nello stesso periodo, sono stati registrati 1.341 incidenti stradali causati dalla fauna selvatica. Le specie più investite sono in ordine di frequenza:  il cinghiale, il capriolo, il daino e l'istrice. Tra le altre specie coinvolte ci sono il lupo, il gatto selvatico, la lepre, il tasso e il barbagianni.
Nella Provincia di Pesaro-Urbino, nel periodo 2000-2005, sono stati rilevati 646 incidenti causati da fauna selvatica che hanno coinvolto le seguenti specie: capriolo, cinghiale, daino, lupo e tasso.

In questo contesto il progetto LIFE STRADE intende promuovere un'accurata analisi del fenomeno, premessa necessaria per sperimentare e valutare le possibili misure di intervento per una sua mitigazione.